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MILANO

Sanità : stop al taglio dei ticket, atteso tavolo Regione-Governo ilgovernatorerisponde@netweek.it

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Caro presidente, siamo rimasti esterrefatti dalla decisione del governo di Roma che ha bloccato la riduzione del superticket che lei e la giunta lombarda avevate deciso per venire incontro a noi cittadini lombardi. Ma perché? Perché se un amministratore fa una cosa giusta, un altro politico invece la deve bloccare e fermare. Mi creda, presidente, per il cittadino tutto questo è incomprensibile.

Eleonora - Monza

Gentile Eleonora, comprendo la sua amarezza che è anche la mia davanti a queste situazioni. Proprio nei giorni scorsi ho fatto presente tutto questo al presidente del consiglio Gentiloni, che la nostra decisione di dimezzare i ticket è stata presa a pareggio di bilancio, perché c'è formalmente una norma che prevede che ci sia invarianza di gettito, cioè che io abbasso per qualcuno e devo alzare per qualcun altro. Ma gli abbiamo detto che siamo così virtuosi da poter abbassare per tutti. Se il gettito resta invariato per me vuol dire pareggio di bilancio e questo serve per abbassare la pressione fiscale sui nostri cittadini. Ho quindi proposto al presidente di fare per i ticket quello che abbiamo fatto per la Riforma della sanità: un tavolo tecnico, valutando questa come una sperimentazione, se funziona viene accolta ed estesa a tutti. Il presidente si è detto interessato e disponibile, per cui prenderemo immediati contatti con il Ministero dell’Economia e li incontreremo presto. Se ci sarà il via libera, faremo un tavolo tecnico, il Governo ritirerà l'impugnativa davanti alla Corte costituzionale e lavoreremo a un modello di virtuosità che poi si potrà estendere anche ad altri. Per ora abbiamo dovuto sospendere la misura, perché in presenza di una impugnativa e non incorrere, magari tra un anno, in provvedimenti della Corte dei Conti che ci chiede di restituire le cifre. Se nei prossimi giorni si aprirà il tavolo tecnico e il Governo ci annuncerà che ritira l'impugnativa allora riprenderemo.

Egregio governatore, in Regione la Commissione Affari Istituzionali ha dato voto favorevole al passaggio del Comune di Torre de' Busi dalla provincia di Lecco a quella di Bergamo. Nel 2016 un comitato di cittadini ha indetto in tali comuni una petizione raccogliendo un considerevole numero di firme di residenti, anch'essi favorevoli a tornare nell'originaria provincia di Bergamo, così come nel 1991 i cittadini in un referendum votarono per rimanere in provincia di Bergamo e non passare alla provincia di Lecco. Nonostante il nuovo largo consenso raccolto l'anno scorso, in quei paesi i rispettivi consigli comunali non hanno ritenuto di indire un referendum ne di esprimere una propria posizione, come invece ha fatto Torre de' Busi. Ora la Valle san Martino potrebbe trovarsi spaccata a metà tra la provincia di Lecco e quella di Bergamo, in cui solo Torre de' Busi potrebbe tornare riunendosi ad altri 3 comuni (Caprino, Cisano, Pontida). Per quale motivo Torre de' Busi può tornare in provincia di Bergamo e invece gli altri comuni non possono nemmeno avviare l'iter? E' solo perché le amministrazioni locali non vogliono prendere in considerazione la volontà popolare rinnegando storia, cultura, tradizioni e caratteristiche geografiche?

Ferruccio - Vercurago

Gentile Ferruccio, come lei ben sa, l’iter necessario per ottenere il passaggio di un Comune da una Provincia a un'altra inizia con l’azione del Consiglio comunale: è proprio l’amministrazione locale che è tenuta a valorizzare e rispettare la volontà popolare, e che per prima fa iniziare questo processo. Il lavoro del Consiglio regionale arriva solo in un secondo momento, a seguito del parere della Commissione regionale competente in materia, e l’iter si conclude con la decisione del Parlamento. Come Regione vogliamo promuovere e difendere l’identità locale, rispettando la volontà degli abitanti di un determinato territorio: ma il primo passaggio, sotto il profilo amministrativo, deve farlo il Consiglio comunale, che recepisce e riconosce ciò che i cittadini richiedono con decisione. Le segnalo che recentemente anche il Consiglio di Erve ha accolto una petizione per passare alla Provincia di Bergamo: viene così premiata la volontà popolare.

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Autore:ces

Pubblicato il: 10 Marzo 2017

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