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MILANO

Rischio idrogeologico, prevenzione e pianificazione: l’esempio Valtellina ilgovernatorerisponde@netweek.it

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Signor presidente Maroni, abbiamo recentemente ricordato la tragedia che 30 anni fa colpì la Valtellina. Per evitare che anche oggi accadano cose di questo genere e ci siano altre vittime, che cosa è stato fatto in tutti questi anni e che cosa ancora oggi dobbiamo fare? Come dimostrano anche i recenti terremoti, troppo spesso ci dimentichiamo che se i danni li fa la natura spetta a noi prevenirli e mettere in sicurezza le nostre case.

Maria - Sondalo

Gentile Maria, Regione Lombardia si è sempre ispirata a tre parole chiave per affrontare il tema del dissesto idrogeologico: prevenzione, manutenzione e pianificazione; e tuttora sono il nostro faro. Con la Legge Valtellina, promulgata a seguito dei tragici eventi del 1987, lo Stato ha affidato a Regione Lombardia l'elaborazione del Piano per la difesa del suolo e il riassetto idrogeologico dei territori colpiti dalle calamità, con l'obiettivo di dare nuovo impulso allo sviluppo socio-economico del territorio, attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori locali: Comuni, Province e Comunità montane. Un'attenta gestione delle risorse statali complessivamente stanziate ha consentito di intervenire con efficacia e di realizzare economie destinate poi a grandi opere infrastrutturali in corso di realizzazione. L'impegno per la tutela della Valtellina e delle aree più fragili è continuato e si è anzi intensificato con l'adozione dei programmi pluriennali di interventi di difesa del suolo, che danno grande spazio all'attività di pianificazione urbanistica, strumento essenziale per la salvaguardia del territorio. Al presidente della Repubblica, in visita in Valtellina per la commemorazione dei terribili fatti accaduti 30 anni fa, ho ricordato la recente sottoscrizione del “Patto per la Lombardia” tra Regione e Governo dove sono stati stanziati 4,5 milioni di euro per gli interventi più urgenti connessi alla messa in sicurezza della frana del Ruinon; nonché la firma dell'Accordo di Programma Quadro per l'Alta Valtellina, che gli consentirà di beneficiare di 19 milioni di euro da destinare al rafforzamento dei servizi di cittadinanza, dalla scuola, alla sanità, alla mobilità. Sono iniziative importanti per la valorizzazione turistica e culturale della Valtellina: dai contributi per gli impianti di risalita, alla nuova legge sui sentieri, ai recenti contributi per lo sviluppo del cicloturismo. Come Regione abbiamo mantenuto tutte le promesse.

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Autore:ces

Pubblicato il: 08 Settembre 2017

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