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MILANO

Professare i culti nella legalità  Riconfermato il Bonus Famiglia ilgovernatorerisponde@netweek.it

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Presidente, ogni tanto leggiamo di moschee abusive o polemiche di politici locali per la realizzazione di luoghi di culto per musulmani. Penso che tutti abbiano il diritto di professare la propria fede, certamente non a spese della comunità. Se le cose vengono fatte rispettando la legge, perché non permettere a musulmani, o credenti in altre religioni, di ritrovarsi in pace e libertà? Fate delle regole chiare per tutti e basta.

Roberta - Rho

Cara Roberta, sono perfettamente d’accordo con lei. Regione Lombardia ha approvato una legge, da me e dalla mia maggioranza fortemente voluta, che non riguarda la libertà religiosa, ma le norme urbanistiche. Norme rimaste saldamente nelle mani delle Regioni, dopo il fallimento del tentativo di togliercele con il referendum del dicembre scorso. Le indico anche che la Corte Costituzionale ha confermato questa nostra legge sui luoghi di culto, muovendo solo un paio di rilievi, come quello relativo alle telecamere che noi avevamo previsto fossero a carico delle associazioni religiose e quello di non distinguere fra le confessioni che hanno un accordo con lo Stato e quelle che non ce l'hanno. Detto ciò, la nostra legge è in vigore per tutte le altre parti. Dopo gli attentati che hanno portato morte in mezza Europa, ho voluto, attraverso il mio assessore Viviana Beccalossi, portare a termine un censimento delle moschee abusive che non rispettano la legge, coinvolgendo i sindaci dei comuni lombardi e spiegando loro i termini della norma regionale perché tutti si adeguino e tutti possano professare il proprio culto nella legalità stabilita dalle istituzioni.

Caro presidente, abbiamo sentito in tv che anche quest’anno darete dei contributi alle famiglie? In che forma?

Luisa - Lecco

Certo cara Luisa, abbiamo preso atto delle numerose famiglie che hanno usufruito della misura lo scorso anno e abbiamo dunque deciso di riconfermare il Bonus Famiglia a sostegno della natalità. Ogni futura mamma potrà dunque ricevere un contributo di 1.800 euro. Con questo aiuto a oggi abbiamo raggiunto quasi 10.000 famiglie con uno stanziamento di oltre 12,5 milioni di euro. Lo rifinanziamo con altri 6,8 milioni di euro e stimiamo di ricevere circa 850 domande al mese. Le erogazioni del contributo saranno effettuate dalle Ats competenti in base alla residenza dei richiedenti e la sua attuazione si avvarrà della preziosa collaborazione di soggetti, pubblici e privati, che operano nell'ambito della tutela della famiglia.

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Autore:ces

Pubblicato il: 23 Giugno 2017

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