(IN) Netweek

MILANO

Li vogliamo laureati, poi gli diamo una scopa in mano. Se va bene...

Share

In un paesino della provincia di Treviso, Zero Branco, si sono presentati in 165 per un posto da “stradino” messo a concorso. Quasi tutti erano giovani laureati.

A me queste notizie, per quanto non siano così poco frequenti, toccano il cuore. Testimoniano come, con la scomparsa del bene più prezioso, il lavoro, nel nostro Paese stia venendo giù tutto.

Siamo nel Veneto, una delle regioni più ricche d'Italia. Pur di avere un contratto stabile, anche i dottori laureati hanno presentato domanda per spazzare le strade. Che non è esattamente il mestiere più ambito del mondo, tutt'altro. Figuriamoci cosa capita al Sud, dove per un posto di lavoro, anche part-time, i ragazzi si ammazzano.

Storie come questa sono la migliore risposta a chi dice che i nostri giovani non si adattano. E testimoniano il fallimento verso il quale l'Italia sta inesorabilmente sprofondando. Cosa debba ancora capitare perché la politica cerchi di cambiare le cose proprio non lo so. Le varie ricette applicate in questi anni hanno fatto cilecca. In attesa che lorsignori (impegnati più a salvare la loro poltrona che il nostro futuro, è cronaca di questi giorni...) si muovano, alle nuove generazioni non resta che la valigia. Non c'è altra soluzione per mangiare. Torneranno se e quando la situazione migliorerà. Triste, no?

Leggi tutte le notizie su "Pavia 7"
Edizione digitale

Autore:plt

Pubblicato il: 03 Marzo 2017

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Hai a disposizione 2500 caratteri

Ne stai uililizzando 20

Per commentare devi essere loggato.