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MILANO

Il mio rispetto ai colleghi che fanno cronaca locale L’amico del popolo di Roberto Poletti

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A molti dei miei colleghi giornalisti cosiddetti intelligenti (in realtà non lo sono per niente e capirete perché tra poche righe...) finisce ogni tanto in mano una copia di questo giornale con la mia rubrica. Se la leggono, la criticano (anche in positivo) e poi buttano l'occhio sulle tante notizie presenti tra queste pagine. E se la ridono. Perché loro sono di livello (almeno così credono): non danno importanza alla notizia della nonnina scippata, della bici rubata, del marciapiede sconnesso. E invece io, che vengo dalla strada, so benissimo che alla gente interessa tutto quel che succede sotto casa. Che se cominci a segnalare all'opinione pubblica un ladro di biciclette, aiutando e stimolando le forze dell'ordine nelle indagini, costui verrà prontamente fermato e punito e non si trasformerà in un ladro d'auto, in un topo d'appartamento, in un bandito da villa e via dicendo. E' lasciando andare nelle piccole cittadine gli episodi di microcriminalità ritenendoli in fondo poco importanti che si rovina un Paese. Tutto il mio rispetto non ai colleghi che si credono chissà che cosa, ma a quelli che contribuiscono all'informazione fatta come si deve. Quella che dà importanza ai piccoli drammi quotidiani.

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Autore:ces

Pubblicato il: 17 Novembre 2017

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