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MILANO

Gli italiani sono stufi di tutti questi partitelli L’amico del popolo di Roberto Poletti

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Pd, Mdp, Ap, Ncd, CpE, Ci, Ds, Cd, Ala, Si, Cd, FI, Lega, FdI, AlP, C&R, Fare!, Udc, Idea, Usei, Gal. Tranquilli non sono svenuto sulla tastiera del computer e mi sono impazziti i tasti. Sono solo alcune delle oltre 25 (venticinque!) sigle presenti in Parlamento. Quante di queste erano presenti sulle schede elettorali del voto che, nel 2013, ha dato vita a questa legislatura? Pochissime: Pd, Movimento 5 Stelle, Lega, Fratelli d’Italia, Udc. Il resto è nato dopo, dentro al Palazzo, per i soliti giochini di convenienza tesi a perpetuare la durata di seggiole & poltrone su cui i politici possono posare i loro culi mollicci. Prima sono arrivate le divisioni nel Pdl, che da Forza Italia, la creatura di Silvio Berlusconi, ha visto allontanarsi Ncd, Conservatori e riformisti, Idea, Gal, Ala. Con i fuoriusciti Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Con la divisione dell'atomo di Scelta civica, che ha creato un continuo movimento di persone e sigle nella parte centrale dell’emiciclo. Risultato? Un bel casino, destinato ad allargarsi, con la formazione di altri partitelli personali. Il tutto mentre il Paese sprofonda in una crisi nera senza che si intravvedano vie di uscita. Tutto questo è semplicemente indegno. Lorsignori continuano a non capire. Temo che la piazza, stavolta, farà sentire la sua voce bella forte. Perché è troppo. Anche per il fegato più forte.

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Autore:plt

Pubblicato il: 17 Marzo 2017

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