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«Come risolvere il debito pubblico? Lo Stato si comporti come un buon padre di famiglia» Economia Carlo Cottarelli, protagonista a un convegno del Banco Desio a Como, ha spiegato i rischi del «macigno» per l’Italia

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«Il debito pubblico rimane uno dei rischi più grossi per l'economia italiana, perché ci espone a grossi pericoli». Presso la sede della Camera di Commercio di Como lunedì 12 giugno si è tenuto il convegno “Gestione dei costi nell'ambito dell'amministrazione pubblica e in quella delle aziende private”. Di fronte a una platea di imprenditori e dirigenti d'azienda è intervenuto Carlo Cottarelli, tra gli economisti di punta del panorama italiano nonché ex commissario alla spending review e direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale. Incarico che, come ha anticipato proprio durante il convegno, lascerà a partire da ottobre prossimo, per tornare in Italia e attivarsi per la divulgazione e la sensibilizzazione verso il problema del debito pubblico. Ed è stato proprio questo “macigno”, come ritrae il debito pubblico nel suo ultimo libro Cottarelli, il fulcro del convegno organizzato su iniziativa del Banco Desio, in collaborazione con Arca Fondi Sgr. Presenti al tavolo dei relatori il presidente del Banco Desio Stefano Lado e Simone Bini Smaghi, vice direttore generale di Arca Fondi Sgr. A loro si sono aggiunti il direttore generale del Banco Desio Luciano Camagni e il presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Como Sandro Litigio. Dopo i saluti di rito, la parola è passata ai due relatori principali: Cottarelli e Aldo Fumagalli, presidente di Sol Spa, multinazionale italiana che opera nel settore della distribuzione di gas tecnici e medicali.

Malgrado se ne parli poco, «il debito pubblico rimane uno dei rischi più importanti dell'economia italiana. Esso infatti espone l'Italia a pericoli, proprio come nel 2011, quando la nostra Penisola venne attaccata dalla speculazione. Bisogna rendersi conto che da allora il debito ha continuato a crescere», ha precisato nel suo incipit Cottarelli. Che poi ha dato qualche informazione per riuscire a capire l'entità del debito pubblico. Oggi vale 2.218.909.000.000 di euro. Cosa significa? «E' come se impilassimo 46 Empire State Building oppure se accostassimo delle monetine da un euro fino a Marte. Sulla testa di ogni italiano pende un debito di 36.630 euro. Per estinguerlo immediatamente dovremmo chiedere a ognuno - uomini, donne e bambini - di pagare questa cifra». Oggi il debito ha il livello più alto dall'unità d'Italia, con un'unica eccezione, la Prima Guerra Mondiale. E' il terzo a livello mondiale dopo quello giapponese e greco. «Due sono i motivi per cui un debito troppo alto “fa male”. In primo luogo c'è il rischio di una crisi sul mercato dei titoli di Stato, ovvero gli investitori potrebbero iniziare a pensare che lo Stato non riesca a ripagare il proprio debito e quindi non investano più. E in secondo luogo esso rallenta la crescita del Pil». Come risolvere il problema? La proposta di Cottarelli è che lo Stato si comporti come un buon padre di famiglia, ovvero che vada a risparmiare per ripagare il proprio debito. E per farlo è necessario mettere in atto un'importante e seria azione di spending review. A quel punto «se il debito inizierà a scendere e lo fa regolarmente, diventerà meno problematico perché i mercati guardano al lungo periodo, al futuro».

Gli ha fatto eco Fumagalli, che nel suo intervento ha parlato di debito aziendale. «Esattamente come per un Paese, anche in azienda bisogna imparare ad apprezzare i benefici di un debito basso ma avere grande timore di uno troppo alto - ha spiegato l'ingegnere - Restare entro certi limiti è fondamentale perché altrimenti si rischia che l'azienda non riceva più credito ma anche per avere qualcosa da parte in caso di crisi».

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Autore:bsh

Pubblicato il: 23 Giugno 2017

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