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Austin, é supersfida Vià±ales-Marquez Da una parte lo spagnolo della Yamaha, vincitore in Qatar e in Argentina, dall’altra il campione del mondo sempre trionfatore in Texas

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MotoGP, atto terzo. Il grande circo delle due ruote sbarca in Texas per la terza prova del Motomondiale: nel weekend in arrivo va in scena il GP delle Americhe, sul circuito di Austin.

Siamo già ad un punto cruciale della stagione, dopo le gare in Qatar e in Argentina: sia a Losail che a Termas de Rio Hondo a transitare per primo sotto la bandiera a scacchi è stato Maverick Viñales.

Lo spagnolo, approdato quest’anno alla Yamaha, si sta candidando prepotentemente al ruolo di «uomo da battere» in questa stagione: con la sua M1 vola ed è a già a quota 50 nella classifica iridata. Inoltre qui ha già vinto: era il 2014, classe Moto2.

E il suo compagno non è da meno: Valentino Rossi ha infilato sin qui un terzo posto (nel GP d’esordio) e una seconda piazza. Due podi dunque per il dottore che ora cercherà di ritrovare la vittoria che gli manca dal 5 giugno 2016, GP di Catalogna. Per farlo servirà però fare qualcosa di più in qualifica…

Il campione del mondo in carica non può non meritare un cenno speciale: sin qui il GP delle Americhe si è disputato quattro volte (a partire dal 2013) e nell’albo c’è un solo nome. É quello di Marc Marquez: Austin è praticamente un feudo del «cabroncito», un tracciato in grado di esaltare le sue caratteristiche di guida, che lo hanno reso (nonostante la giovane) uno dei migliori «manici» di sempre.

E per di più all’edizione 2017 del GP delle Americhe troveremo un Marquez in cerca di rivalsa: lo zero di Rio Hondo (il pilota Honda è caduto quando si trovava al comando del GP d’Argentina) brucia parecchio e la classifica per ora piange. Sono soltanto 13 i punti messi in cascina: -37 da Viñales, protagonista assoluto di un inizio di stagione da sogno.

Non possiamo non cominciare da Jorge Lorenzo: lo scorso anno chiuse secondo in sella alla Yamaha, ma ora è tutta un’altra storia. Il feeling con la rossa di Borgo Panigale non è ancora sbocciato: 11esimo in Qatar, ritirato in Argentina, dove è stato autore di un gesto di stizza una volta scivolato nella ghiaia. Insomma, il maiorchino fatica a carburare con la Ducati, chissà che Austin non possa regalargli un sorriso.

E poi c’è Andrea Dovizioso, che sta lì a far vedere a tutti che la moto ha comunque un potenziale: certo, lui la guida da anni a differenza di Lorenzo, ma dal campione del mondo spagnolo ci si aspetta tanto. Per DesmoDovi, dopo il podio del Qatar, è arrivata la sfortunatissima caduta (scaraventato a terra da Aleix Espargarò).

Come già detto l’albo d’oro di Austin non aiuta: sin qui ha sempre vinto Marc Marquez. Attenzione però al duo della Yamaha Tech 3 composto da Jonas Folger e Johan Zarco, pronti a mettere i bastoni fra le ruote ai big. E poi ci sono ovviamente la Suzuki, con un Andrea Iannone è perennemente scalpitante (forse anche troppo) e la LCR Honda con l’inossidabile Cal Crutchlow.

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Autore:cde

Pubblicato il: 21 Aprile 2017

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