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PAVIA

Sfida finale, una corsa contro il tempo I segreti dell’impostazione, le doti dei crono-man e l’importanza della tecnologia per questa specialità  davvero particolare

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(bgf) L’ultima tappa del Giro 2017 sarà una crono, da Monza a Milano. Ma che tappa è la cronometro e che tipo di ciclisti sono i cosiddetti crono-man? Molto particolare come specialità: si parte uno alla volta e si percorre il tracciato da soli, senza nessuno che intralci o che aiuti. Chi finisce la tappa in meno tempo vince. Semplice no? Mica tanto: le variabili sono innumerevoli e più la tappa è lunga più le sorprese sono dietro l'angolo (e i distacchi aumentano). Il ciclista adatto alle prove cronometriche è solitamente piuttosto corpulento, alto e muscoloso, quello che in gergo di definisce “passista” ovvero un atleta in grado di mantenere velocità medio-alte per moltissimi chilometri. Il resto lo fa l'impostazione: più si sta composti in sella più l'aerodinamica aiuta, più si ve veloci; l'idea è quella di muoversi meno possibile ma spingere fino allo sfinimento. Non per niente queste tappe sono di pochi chilometri (sempre meno di 50, quando la media delle altre supera i 150 km) proprio perché bisogna “tirare” al massimo, col cuore in gola e arrivare senza più una briciola di riserva. Si tratta di tappe in cui gli scalatori, abituati a scappare in scioltezza su pendenze ultra-ripide, sono destinati a soccombere. Come pure i velocisti (che prediligono lo scatto finale bruciante, breve, a velocità folli ma per poche centinaia di metri). Tutti gli altri possono stare in mezzo e aspirare al risultato o a non perdere troppo margine dai migliori. I ciclisti più portati in questa specialità negli ultimi anni sono stati Bradley Wiggins, Tony Martin e Chris Froome. Un grande aiuto per i crono-man è arrivato anche dalla tecnologia. Le sempre più frequenti sessioni di allenamento in galleria del vento hanno permesso di migliorare la posizione aerodinamica degli atleti in sella e i vari modelli delle bici da cronometro sono sempre più all'avanguardia, dotate di cambi elettronici, ruote lenticolari e telai ultraleggeri.

Basti pensare che la Pinarello Bolide TT, il mezzo (italiano) utilizzato dal Team Sky nelle prove contro il tempo è un gioiello in carbonio il cui telaio pesa solamente 750 grammi (e costa più di 10mila euro).

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Autore:bgf

Pubblicato il: 19 Maggio 2017

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