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ZAVATTARELLO

Paesi a secco, agricoltura in ginocchio A Zavattarello, Ponte Nizza, Bagnaria e Santa Margherita di Staffora si stanno registrando pesanti disagi

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Oltrepò pavese sempre più in secca. La scarsa piovosità degli ultimi mesi ha trasformato in realtà quello che per molti era solo un incubo da relegare nel mondo dei sogni più brutti: la siccità. Purtroppo sono già diverse le frazioni a secco e circa 2000 i residenti con scarso o nullo approvvigionamento idrico. Da Ponte Nizza a Bagnaria dove sono completamente all’asciutto le località Torretta e Serravalle, da Santa Margherita di Staffora (frazioni di Sala, Massinigo e Casanova) a Zavattarello, dove gli abitanti sono oltre mille, si registrano grosse difficoltà. In quest’ultimo paese è la casa di riposo che ospita una cinquantina di anziani a soffrire di più, anche se, al momento, la fornitura d’acqua dovrebbe essere stata ripristinata.

Gravi danni, naturalmente, anche per l’agricoltura e ancora una volta è soprattutto la provincia di Pavia a soffrire di più.

«Aumento delle temperature estive, sfasamenti stagionali con autunno caldo e primavera anticipata, più elevato numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, ma soprattutto modificazione della distribuzione delle piogge e aumento dell’intensità delle precipitazioni sono gli effetti dei cambiamenti climatici che – sottolinea Coldiretti - richiedono interventi strutturali. L’Italia è costretta ad affrontare una grave emergenza che è già costata all’agricoltura perdite per 2 miliardi e che mette a rischio la disponibilità di acqua per usi civili perché è mancata la programmazione in un Paese che è ricco della risorsa acqua, ma che deve fare i conti con i cambiamenti climatici in atto.

Di fronte alla tropicalizzazione del clima – spiega Coldiretti – serve organizzarsi per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi e per poi distribuirla in quelli più siccitosi. Insieme alle necessarie misure per affrontare l’emergenza con lo stato di calamità occorrono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini aziendali e utilizzando anche le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere l’acqua piovana» sottolinea il presidente di Coldiretti Pavia Wilma Pirola. «Gli agricoltori sono già impegnati a fare la propria parte – continua Pirola – per promuovere l'uso razionale dell'acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l'innovazione con colture meno idro-esigenti. Ma – conclude il presidente di Coldiretti Pavia – non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare».

Nel frattempo i dati continuano a essere osservati speciali. Secondo l’ultimo monitoraggio del 24 luglio il Po al Ponte della Becca è sceso a - 3,30 metri sotto le zero idrometrico, circa 70 centimetri più basso dello scorso anno mentre a Piacenza è di - 0,41, circa 35 centimetri sotto.

Dal bacino idrografico del Po dipende direttamente il 35% dell’agricoltura nazionale ma lo stato di sofferenza è esemplificativo della situazione nella Penisola dove i 2/3 del territorio nazionale sono in una situazione di difficoltà idrica.

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Autore:afm

Pubblicato il: 28 Luglio 2017

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