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Tutti lo temono, ma si può evitare Con una rete sicura e un antivirus efficiente la minaccia scompare. L’importanza di fare il back-up

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Cose da matti. I computer di mezzo mondo impazziti, criptati e “liberati” solo dietro pagamento di un riscatto. Succede anche questo nell'Europa del terzo millennio. Certo, si è parlato di un cyberattacco di proporzioni mai viste. Un'operazione che, a occhi inesperti, potrebbe sembrare coordinata da una sorta di cupola di hacker pronti a tutto, anche all'illegalità, pur di racimolare denaro.

«In realtà – spiega a Pavia 7 Mario Pasotti di La Vogherese Informatica – Non è così. Quello dei giorni sorsi non è stato un attacco coordinato, ma il nefasto del diffondersi incontrollato del cryptovirus WannaCry. Questo ha senza dubbio creato problemi agli utenti di mezzo mondo, ma non rappresenta una novità: già in passato, infatti, sono state vissute esperienze del genere. Il meccanismo è sempre lo stesso: una volta che il cryptovirus entra in un computer vulnerabile comincia a criptarne le cartelle rendendo inutilizzabile il loro contenuto. Un messaggio sul video invita a pagare un riscatto per tornare in possesso dei propri dati. Purtroppo, in esperienze precedenti, ho conosciuto persone che, non potendo recuperare i dati sul PC in altro modo (eppure basterebbe fare un semplice back-up periodico, ndr), hanno pagato».

Come difendersi da WannaCry e virus simili? «La risposta è semplice – riprende l'esperto – Per prima cosa la rete a cui ci si connette deve essere configurata in modo sicuro. Fatto questo bisogna verificare che il sistema operativo utilizzato non sia obsoleto: molte macchine montano ancora Windows XP che è molto vulnerabile. Inoltre è indispensabile verificare che il computer sia difeso da un antivirus efficace. A tal proposito consiglio sempre di non fidarsi dei software gratuiti, ma di passare ad antivirus a pagamento la cui protezione è senz'altro più efficace. La scelta dovrebbe cadere su antivirus di nuova generazione, che non si basano solo sull'analisi della firma digitale dei file, ma agiscono anche in base al comportamento del computer. Nel momento in cui, infatti, si registra un'attività anomala, per esempio di criptaggio cartelle, i nuovi antivirus entrano in azione bloccando i processi».

Per parlare di soluzioni per la sicurezza, «La Vogherese Informatica» organizzerà in settembre un evento che coinvolgerà i maggiori esperti del settore.

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Autore:afm

Pubblicato il: 19 Maggio 2017

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