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VIGEVANO

E’ ora del Palio, Vigevano in festa! È l’occasione perfetta per trascorrere un piacevole week-end nella ridente località della provincia pavese

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Vigevano, città di origine medievale a soli 30km da Milano, è strettamente legata alle sue origini, ancora presenti nelle strutture del centro storico e rappresentate nelle occasioni culturali e ricreative. Il Palio delle Contrade, per esempio, è l’occasione perfetta per trascorrere un weekend insolito e divertente, alle porte di Milano.

Il Palio dei Fanciulli di maggio, ha fatto come da tradizione da apripista per i grandi giochi del Palio di ottobre, sabato 7 e domenica 8 ottobre 2017. Si tratta di un weekend in cui la città farà un salto indietro nel tempo, con le corti cittadine che si esibiranno e sfideranno negli antichi giochi medievali per aggiudicarsi il cencio della vittoria. Cuore della manifestazione sarà il Castello Sforzesco: dalle ore 17 alle ore 23 di sabato 7 si potrà visitare il Borgo delle Corporazioni alla scoperta delle tradizioni dell'epoca e degli antichi mestieri. Dalle 19.30, l’appuntamento è a tavola, con la Cena nel Borgo e i sapori delle ricette medievali, rigorosamente rispettate negli ingredienti e nella preparazione per offrire ai visitatori un’esperienza autentica e originale.

Il Castello ospiterà poi dalle 21.30 la Notte Sforzesca, un’esibizione di danze e musiche dell’epoca, con spettacoli di sbandieratori e mangiafuoco.

Cuore del Palio sono le Dodici Contrade, che animano la sfilata storica e si affrontano nei giochi medievali il melocotogno, la corsa con le carriole, corsa con il cerchio e la costruzione della torre; ogni contrada rappresenta un’arte o mestiere del tempo, riportando in vita la società medievale: gli arazzieri e i pettinatori della seta sono rappresentati dalla Contrada di Bronzone, i pescatori da Contado, i fabbri e maniscalchi dalla Contrada di Costa, i cercatori d’oro e gli orafi della da Predalata, la Contrada di Castello impersona i notai, mentre Cicerino i panettieri e i mugnai, o ancora i guardiani delle acque di Griona che raccoglievano le tasse dovute al Signore di Milano per l’uso delle acque irrigue per la coltivazione dei campi. La Contrada dei Mercanti include i sarti e i proprietari delle botteghe, mentre Sant Martino rappresenta i maestri di pietra, muratori, e maestri di muro, pittori e affresca tori. La Contrada dei Santi Crispino e Crispiniano i ciabattini e i calzolai, mentre fanno parte della Contrada di Strata i lavoratori dei campi e infine la Contrada di Valle è abbinata alle corporazioni delle lanaiole e battilana.

Al fianco delle Contrade, i Gruppi Storici del Palio contribuiscono alla trasformazione della città, per un weekend, in un vero borgo medievale.

Ma il Palio delle Contrade non è solo rievocazione di avvenimenti storici e cultura rinascimentale, ma anche un «assaggio» di gusti e sapori antichi. I visitatori potranno ammirare la ricostruzione delle antiche botteghe delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri, che a seguito di una ricerca ampia e approfondita da parte dell’associazione Sforzinda, organizzatrice del Palio, hanno riscoperto le antiche ricette e i prodotti realmente preparati in quel periodo dalle diverse classi sociali. Alle dodici Corporazioni sono state abbinate le varie pietanze, creando un binomio di gusto e storia molto apprezzato dai visitatori in occasione delle degustazioni. Le Corporazioni aprono le loro botteghe nella suggestiva cornice della corte del Castello Sforzesco in primavera e nella Strada Sotterranea in autunno, imbandendo le tavole per gustosi banchetti d’altri tempi. Tra le pietanze più curiose, il vino "Rosso del Duca", il "Sacchetto del pellegrino", la tradizionale "Zuppa" cotta nei pentoloni di bronzo, pasta di pane fritta, vivande a base di riso la cui coltivazione fu riportata in queste terre proprio in epoca sforzesca, specialità con le rane, il "Salame di testa" una vera prelibatezza alla corte del Duca, il dolce del Palio "La Cotignola" impasto di nocciole e miele con farcitura di confettura di mele cotogne, simbolo di nobile casato degli Sforza. Il tutto cucinato e servito proprio come avveniva nelle cucine del Rinascimento lombardo.

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Autore:afm

Pubblicato il: 29 Settembre 2017

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