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SANT'ALESSIO CON VIALONE

Salvare gli animali dall’estinzione è possibile All’Oasi di Sant’Alessio il sogno diventa realtà

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L’Oasi di S. Alessio, a pochi chilometri da Pavia, si estende su dieci ettari di terreno intorno al castello medievale. Nell’area protetta si trovano due percorsi per un paio di chilometri complessivamente: sono vialetti che danno ai visitatori l’opportunità di ammirare flora e fauna da tutto il mondo. «In particolare - spiega Harry Salomon, fondatore e proprietario dell’Oasi - il primo percorso, lungo circa 1 chilometro e 300 metri, conduce i visitatori attraverso i luoghi umidi di pianura, mentre il secondo, tropicale, di circa 700 metri, replica alla perfezione la foresta pluviale amazzonica. Nella nostra Oasi si allevano le specie animali a rischio di estinzione. Si fa un attento lavoro di ricerca studiando le tecniche per far vivere gli animali in cattività, ma in condizioni seminaturali, dando loro tutto quel che serve per apprendere le migliori condotte per la predazione e per la difesa. Contrariamente a quanto accade di solito, per cui gli animali vengono immessi in natura appena nati e poi si è costretti a investire cifre ingenti per farli seguire nel periodo più delicato del loro sviluppo, con il nostro sistema si liberano esemplari adulti che una volta in natura non devono più essere tenuti sotto controllo. Tutto questo con un investimento di gran lunga più contenuto rispetto alla tecnica tradizionale». L’oasi all’inizio non era aperta al pubblico: fu quello il periodo in cui i Salomon, con il supporto dei migliori esperti, appresero i fondamenti delle loro tecniche e cominciarono a creare «camminamenti segreti» grazie ai quali avevano la possibilità di avvicinarsi molto agli animali che, liberamente, scorrazzavano (e scorrazzano tuttora) per l’area protetta. Dal 1993, anche su consiglio di Marco Lambertini della Lipu, si decise di aprirla al pubblico. Nell’oasi, che oggi può essere visitata tranquillamente da tutti dietro il pagamento di una quota associativo e di un biglietto, si è lavorato per salvare dall’estinzione il cavaliere d’Italia, il falco pellegrino e la cicogna bianca. Vengono inoltre allevati e normalmente liberati in natura anche la spatola, il mignattaio, lo scoiattolo rosso (quello autoctono europeo), l’upupa, il martin pescatore, il gheppio e il tuffetto. Ma non finisce qui, perché la lista di animali che popolano l’area protetta è ancora molto lunga.

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Autore:afm

Pubblicato il: 16 Giugno 2017

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