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PAVIA

«Vorrei che fossi ancora tu» e «Le correzioni» Una storia espressamente pensata per gli «young adult» e un romanzo americano, ormai grande classico

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Continuano le recensioni dei librai della Feltrinelli di Pavia per i lettori di Pavia 7.

“Vorrei che fossi ancora tu” di Lorenza Bernardi, Piemme editore

La prima vacanza da sola con il proprio ragazzo è il sogno di tutte, ma per Bea la settimana in tenda con Andrea si è rivelata un vero disastro. Non sa nemmeno bene il perché, eppure in Corsica sono nate delle incomprensioni e, tornati a casa, i due ragazzi si sono allontanati. Per fortuna lei può aggrapparsi ai suoi storici amici e ai suoi amati libri. E quando per caso entra in Mitubùk, una community di lettori che si scambiano pareri e consigli, conosce un misterioso utente che, guarda caso, le ricorda tanto Emanuele, il ragazzo conosciuto a una festa in discoteca...

Libro destinato agli young adult, ma che strizza l’occhio anche ai grandi che hanno voglia di confrontarsi e di rivivere esperienze e passioni scritto con grande tenerezza. E’ il seguito di «Vorrei che fossi tu», ma si legge tranquillamente anche senza aver letto il primo volume. Ritroviamo gli stessi protagonisti, un po’ più cresciuti, un po’ più maturi, ma sempre innamorati, alle prese con la confusione e i fraintendimenti che la giovnezza porta con sé.

«Le correzioni»

di Jonathan Franzen, Einaudi edizioni

Terzo e più famoso romanzo del grande autore americano, un libro che ormai è diventato un classico e che non può mancare nella biblioteca degli appassionati della letteratura contemporanea.

Un libro che analizza il difficile rapporto tra genitori e figli nell’età adulta. La malattia, i fallimenti e l’amore non sono sempre come ce li immaginiamo.

I protagonisti del romanzo, che si incentra sulle relazioni umane, sono i membri della famiglia Lambert, originari di una piccola città del Midwest americano: la madre apprensiva Enid, il marito in pensione Alfred, ed i tre figli Gary, Chip e Denise.

Delusa dal matrimonio, e alla ricerca di un piacere illusorio su cui proiettare la propria felicità, Enid Lambert si è imposta un obiettivo: riunire per un «ultimo» grande Natale tutta la famiglia.

Questo desiderio si trasforma ben presto in un'ossessione, perché Enid, nell'osservare la realtà, non può esimersi dall'applicare delle «correzioni»: correggere le cose, in una perpetua illusione di credere di aver capito «cosa non funziona», in sé e negli altri, e di poter dire «da oggi qualcosa cambierà».

Uno dopo l'altro, pur nella loro diversità, e con diverse sfumature, anche gli altri personaggi finiranno per avere lo stesso atteggiamento. Come suo marito Alfred, introverso e dispotico, ingegnere di una compagnia ferroviaria in pensione. Malato di Parkinson, sprofonda ogni giorno di più nella demenza, visitato dalle allucinazioni e dagli incubi: la famiglia ha programmato per lui una cura che, significativamente, si chiama Corecktall. O come il figlio Gary, dirigente di banca, nevrotico e materialista, sposato con una donna infantile ed egoista che lo ha fatto cadere in depressione, che cerca di convincersi che tutto sia a posto, nonostante chiari segni del contrario, occasione per Franzen di dare uno ritratto impietoso alla vita di coppia, dei tentativi di cambiarsi e di cambiare il partner, oppure come la figlia Denise, chef di successo con tendenze lesbiche, invischiata in relazioni travagliate, ed avvinghiata al mantra "ma questa volta sarà diverso". O come il secondogenito Chip, beniamino di papà Alfred, intellettuale cacciato dal college dove insegnava per aver sedotto un'allieva, intento a riscrivere e "correggere" per l'ennesima volta la stessa sceneggiatura.

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Autore:afm

Pubblicato il: 24 Marzo 2017

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