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PAVIA

Riflettori puntati su Shuichi e Pullman «L’uomo che voleva uccidermi» e «La bussola d’oro»: due romanzi dalle molteplici chiavi di lettura

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I romanzi di due scrittori stranieri recensiti questa settimana per i lettori di Pavia 7 dai librai della Feltrinelli.

«L’uomo che voleva uccidermi»

di Yoshida Shuichi, Feltrinelli editore

Arriva anche da noi uno dei più importanti autori giapponesi degli ultimi tempi, Shuichi Yoshida, il cui L’uomo che voleva uccidermi ne segna il debutto per Feltrinelli nella collana I narratori.

L’uomo che voleva uccidermi è uscito in originale nel 2007 con il titolo di Akunin, vincendo due premi importanti quali l’Osaragi Jiro Prize e il Mainichi Publishing Culture Award.

Durante una sera di novembre tanto fredda quanto buia, Ishibashi Yoshino si reca al parco di Hakata, nella cittadina di Fukouka, dopo aver salutato le sue amiche. Ishibashi Yoshino sta andando al parco per incontrare il suo ragazzo, ma le tenebre l’avvolgono e un fato tremendo sembra aspettarla nel buio.

Il giorno dopo, nelle prime ore del mattino, il cadavere della ragazza viene rinvenuto ben distante dal luogo dove aveva appuntamento: il corpo giace infatti nelle vicinanze del valico di Mitsuse, un luogo impervio che non era nei piani della giovane.

Le autorità inizialmente non sanno che pesci pigliare: chi è l’uomo che Yoshino doveva incontrare nel parco? Si tratta della stessa persona che l’ha uccisa? Come mai ci sono grandi discrepanze fra quel che sanno amici e familiari della vittima e quel che si apprende dalla cronologia delle chiamate e dai messaggi presenti sul suo cellulare? Chi è l’assassino di Yoshino e, dato altrettanto importante, potrebbe voler colpire ancora?

Come molti dei migliori noir di cui vi parliamo in queste pagine, anche L’uomo che voleva uccidermi offre al piacere dato dal seguire la trama ed emozionarsi con i suoi colpi di scena anche il valore aggiunto della presenza di vari sottotesti e possibili chiavi di lettura, tutti piuttosto critici con la società giapponese.

Dal The New Yorker: “Yoshida è stato paragonato a Stieg Larsson per l’abbinamento di crimini raccapriccianti e critica sociale, ma il suo tono è meno sensazionalistico, più melanconico. Yoshida mette in scena la crudeltà e l’alienazione a tutti i livelli della società giapponese”.

«La bussola d’oro»

di Philip Pullman, edizioni Tea

Età di lettura dagli 11 ai 99 anni.

Letto da bambino, è una piacevole avventura; letto da adulto, trovi molteplici chiavi di lettura, prospettive che da piccolo inevitabilmente non si possono cogliere. Aggiungo anche che rileggendolo si scoprono tanti dettagli che a prima lettura passano inosservati.

Il romanzo, che trova pieno completamento in altri due volumi pur essendo leggibile anche autonomamente, ha una trama complessa e difficile da riassumere. Pullman costruisce due intrecci che si intersecano e spesso si identificano l’uno nell’altro. Da una parte ci sono le avventure di Lyra, ragazzina undicenne vitale e curiosa, che si troverà a vivere un classico percorso di formazione, venendo a conoscere la propria natura non comune, le proprie reali origini, la profezia che aleggia sul suo destino. Dall’altra c’è il contesto in cui Lyra si muove e la coralità di personaggi che agiscono insieme o contro di lei, individui ma anche rappresentanti dei popoli che gestiscono gli equilibri politici del pianeta: le streghe, gli orsi e gli uomini a loro volta suddivisi in culture e modi di vita differenti. L’apparizione di una strana Polvere che sembra di natura aliena, la scoperta del potere di Lyra di intuire il futuro attraverso un aletiometro (la bussola del titolo), l’ambizione di creare un ponte tra il nostro mondo e l’altrove: queste le trasformazioni che sembrano voler capovolgere gli equilibri del mondo.

Direttamente dal libro: «Sono secoli che le streghe parlano di questa bambina – disse il console. – Poiché vivono tanto vicine al luogo dove il velo fra i mondi è sottile, di tanto in tanto sentono i bisbigli immortali, provenienti dalle voci di coloro che passano da un mondo all’latro. E parlano di questa bambina, cui spetta un grande destino che può compiersi solamente altrove: non in questo mondo, ma molto al di là di esso. Senza questa bambina, noi moriremo tutti. Così dicono le streghe. Lei, però, deve realizzare il suo destino restando ignara di quello che fa, perché solo nella sua ignoranza noi potremo essere salvati».

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Autore:afm

Pubblicato il: 24 Febbraio 2017

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