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PAVIA

Note di regia di Elena Barbalich

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Nella nostra visione di Rigoletto abbiamo cercato una sintesi spaziale, che fosse la più adatta ad esprimere la nostra concezione: per questo abbiamo pensato di adottare il prototipo della wunderkammer cinquecentesca. (...) Nella nostra concezione, la wunderkammer, come camera delle meraviglie, incontra la serialità industriale attraverso la moltiplicazione dell'oggetto mediante un gioco di specchi. La ripetizione ottica esprime il desiderio di creare un percorso fisico sempre uguale che garantisca l'incorruttibilità di un destino artificialmente prescritto. Nella nostra lettura abbiamo individuato due tipi di collezionismo che si contraddicono. Il primo, quello del Duca, è rappresentato da una raccolta di giovani donne, con cui la corte intrattiene un rapporto di voyeurismo e consumo spersonalizzato. Nella dimensione domestica di Rigoletto, si cristallizza invece un universo incontaminato, rappresentato da alberi racchiusi in teche, protetti dal mondo esterno proprio come Gilda lo è dal padre.

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Autore:afm

Pubblicato il: 03 Novembre 2017

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