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PAVIA

Matte risate con «La fera d’i oh-béi, o-béi» Lo spettacolo, portato in scena dalla Compagnia Dialettale Pavese, avrà  una nobile finalità  benefica

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Sabato 18 febbraio tutti i pavesi sono invitati a teatro. «Andrà in scena “La fera d’i o-bèi, o-bhèi” - racconta Franco Ghidinelli, da 50 anni coinvolto nelle attività della Compagnia Dialettale Pavese non solo sul palcoscenico - Al Teatro dei Salesiani, in via Giovanni Bosco, 2, lo spettacolo inizierà alle ore 21».

La storia promette di far divertire e riflettere il pubblico: «E’ la vicenda della storica famiglia pavese dei Cavagna (Serena, Domenico e Mafalda con i loro amici e vicini di casa), che, considerata la crisi in corso, non sanno più cosa inventare… Un giorno vengono invitati alla celebre fiera milanese “D’i oh-bèi oh-bèi” dove decidono di portare tutti i piatti della tradizione pavese che propongono ogni giorno nella loro osteria: la zuppa alla pavese, la verzata, la torta paradiso… Tante gag, alcuni balletti, sano divertimento in questa commedia dialettale tutta da ridere».

Uno spettacolo da non perdere perché, da un lato mantiene viva l’attenzione sulle tradizioni e sul dialetto locale, dall’altro ha, come spesso accade quando c’è di mezzo la Compagnia Dialettale Pavese, una nobile finalità benefica: «La nostra Compagnia è una cooperativa Onlus - spiega Ghidinelli - Nessuno di noi prende un euro per quello che facciamo. L’incasso di questo spettacolo sarà devoluto a Kiwanis Pavia Visconteo che a propria volta lo girerà ai parkinsoniani. Durante la stagione, che è cominciata l’anno scorso in febbraio, abbiamo fatto beneficenza anche alla Croce Rossa Italiana e all’Unitalsi». Infine un ringraziamento alle ragazze della scuola di danza Academy di Marilina Piemontese: «Che sono spesso protagoniste nei nostri spettacoli con i loro balletti».

Un po’ di storia

La Compagnia Dialettale Pavese è nata da un gruppo di giovani che frequenta l’oratorio Santa Teresa, ancora oggi chiamato l’oratorio dei Salesiani di San Giovanni Bosco, retto, da sempre, dai padri salesiani. Nel 1959 la Compagnia teatrale si esibisce, per il piacere degli amici e del pubblico del quartiere, nel teatrino dell’oratorio con l’allestimento di spettacoli di intrattenimento, basati su musiche e canzoni dell’epoca e scenette comiche. Proprio tra il pubblico, il destino vuole che sia presente uno spettatore particolare: Cesare Volta. Da questo primo incontro alla nascita ufficiale della Compagnia Dialettale Pavese il passo è breve; la formazione della Compagnia rappresenta la naturale evoluzione di quei primi approcci teatrali. Perché dialettale? La spiegazione è semplice. Cesare Volta è da poco arrivato a Pavia dalla vicina Emilia e, come tutti, subisce il fascino della ex capitale regia e si innamora, non soltanto della città ma, ascoltandolo, del bel dialetto locale.

Oggi, La Compagnia Dialettale Pavese, costituitasi, come cooperativa a r.l. nel 1997, e composta in buona parte da un gruppo storico scaturito da precedenti esperienze teatrali, a cui si aggiungono giovani e validi elementi molto determinati, ha l’intento di contribuire, preservare e diffondere, tramite l’organizzazione di spettacoli teatrali, la cultura dialettale e le tradizioni popolari pavesi.

Tra attori, fonici, elettricisti e macchinisti, è composta da 35 persone.

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Autore:afm

Pubblicato il: 10 Febbraio 2017

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