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PAVIA

Lectio Magistralis di Bressani, l’arte del «maestro delle stoffe»

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Martedì 28 novembre in serata si è tenuta a Pavia la terza e più importante Lectio Magistralis del Maestro Stefano Bressani invitato in città dal Rettore del Collegio L. Valla, professor Ettore Maccarini, in rappresentanza alle eccellenze che hanno fatto e continuano a fare parte del nostro territorio.

Ad un anno esatto dalla assegnazione della Benemerenza di San Siro conferita a Bressani lo scorso anno su proposta del consigliere comunale R. Faldini, Pavia è tornata a colorare il clima rigido degli scorsi giorni facendosi ancora una volta contenitore dell’Arte, di un’Arte unica, un’Arte di cui l’Artista Stefano Bressani ne è il Padre Fondatore.

Dopo l’introduzione del Rettore i presenti hanno ascoltato con partecipazione ed interesse gli interventi della Dott.ssa Serena Mormino e del Prof.Antonio Vannugli.

A seguito dei passati appuntamenti dell’Artista trascorsi in città, dopo una Personale nelle Scuderie del Castello Visconteo (2009), la stessa location in cui attualmente è in corso la mostra dei Longobardi, dopo la Personale Thinking Pop di Bressani in Broletto nel 2012, a seguito del suo intervento sul Drappo del Palio del Ticino nel 2014, la partecipazione nella mostra ufficiale “Picasso e le sue Passioni” in Palazzo Vistarino (2015) invitato con un’opera esposta nella collezione Spagnola ufficiale e la Benemerenza del 2016, il “Maestro delle Stoffe” ha riunito i propri estimatori, collezionisti, amici e semplici curiosi per gli aggiornamenti relativi agli ultimi mesi di lavoro e degli ultimi traguardi artistici recentemente sviluppati tra Venezia e America, tra il 74°Festival internazionale del Cinema di Venezia e la collezione privata in Beverly Hills a Los Angeles (USA).

Serena Mormino, critico e curatore del Museo del parco di Portofino ha iniziato la Lectio in rappresentanza dell’Artista raccontando con passione gli articolati due anni di collaborazione, due anni in cui sono successe grandi cose: dalla Presentazione di Skultoflower (Opera monumentale per esterno in tessuto neoprenico e ferro Corten), acquisita nella collezione del Museo di Portofino lo scorso anno (una delle più importanti a livello europeo) e l’Opera gemella esposta a Venezia nel 2016 presso Molino Stuky (OPEN19), vincitrice del premio Arte Laguna sezione OPEN, successivamente esposta in Arsenale (2017), sede internazionale della Biennale, passata per la mostra succesiva da Vercelli in Arca (stata sede staccata della fondazione Peggy Guggenheim) e volata, 3 settimane fa, oltreoceano nella magnifica residenza di Mel Rose Place di un collezionista privato, che dopo averla vista a Venezia ha desiderato appunto possederla nel proprio giardino della villa che fu dimora anche di Frank Sinatra. Tanti aneddoti e racconti di vita vissuti dunque a stretto fianco quasi da sembrare una collaborazione che dura da anni, ma con Bressani, esplosivo creativo dall’animo gentile, tutto sembra accelerare senza sosta. Alla lettura del nuovo progetto, l’ultima trovata artistica del Maestro, Kaotika, la curatrice Mormino ha evidenziato alcuni passi del suo testo tratto dalla presentazione avvenuta lo scorso settembre 2017 di Kaotika Column, Una colonna del diametro di un metro per 2,5 metri di altezza, imponente e suggestiva, desaturata dei colori che si è abituati a vedere nelle opere di Bressani ma carica di significati didascalici, tema nel quale la dinamica ha sopraffatto la staticità dei soggetti conosciuti in precedenza.

La presenza del Prof. Antonio Vannugli si è resa complementare nell’approfondimento di un punto di vista differente, dagli occhi della sua materia di studio quale è l’arte moderna con collegamenti ed analisi, similitudini e forbiti rimandi ai concetti dell’arte di Leonardo da Vinci, passando nell’arte povera attraverso l’astrattismo per arrivare alla Pop Art. Ma anche per il Prof. Vanniugli, Bressani resta una bandierina del mondo dell’arte contemporanea degna di acuta segnalazione, tanto da promuoverne ed incoraggiarne un testamento progettuale, portavoce di una tecnica divenuta sua, così tanto riconoscibile da far ben sperare per un futuro di successi ancor più importanti.

Si è trattato di due ore ricche di informazioni, di riassunti, di coinvolgenti aneddoti intervallati dalla proiezioni video che hanno raccontato, anche con l’aiuto di immagini, quanto descritto.

La serata si è chiusa con la proiezione in anteprima del video sul progetto KAOTIKA, diretto da Irada Pallanca, amica dell’artista ed importante regista e video operatrice nel settore dell’arte contemporanea. Un video crudo come vuole essere il senso dell’opera, dove la denuncia sociale dell’artista si trasforma nell’esigenza di volere sensibilizzare le persone sul senso o il non senso del vivere quotidiano dell’uomo secondo gli occhi di Bressani. La visione Entropica dell’universo che entra nei costumi dell’uomo richiuso nella sua agitata sagoma.

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Autore:ces

Pubblicato il: 01 Dicembre 2017

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