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PAVIA

«Le Benevole» per rivivere le atrocità  della guerra «Che rabbia!», il libro da leggere a ogni bambino Questa settimana i librai hanno recensito per i lettori di «Pavia 7»...

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Anche questa settimana i librai della Feltrinelli hanno letto e recensito per i lettori di Pavia 7 due interessanti romanzi.

“Le Benevole”

di Jonathan Littel,

Einaudi editore

Il romanzo è diviso in 7 parti che prendono nome dai movimenti di una suite di danze, genere musicale per il quale sono famosi due degli autori più amati dal protagonista: Johann Sebastian Bach e soprattutto Jean-Philippe Rameau.

Maximilian Aue dirige una fabbrica di merletti nel Nord della Francia, la guerra è ormai lontana. È nato in Alsazia da madre francese: parla così bene la lingua materna che non ha avuto difficoltà a nascondere, durante il caos del dopoguerra, il suo passato da ufficiale delle SS. Racconta la sua storia senza alcun rimorso. Infanzia in Francia, studi di diritto e di economia politica in Germania: il giovane Maximilian è intelligente, colto, omosessuale (in lui l'omosessualità si lega all'incesto, all'amore morboso per la sorella). Sorpreso in un luogo compromettente, viene salvato da un giovane SS che lo prende sotto la sua protezione: Max entra nelle SS anche perché è affascinato dall'ideologia nazista. Dopo essere stato a Parigi, passa sul fronte orientale: in qualità di ufficiale redige rapporti per i vertici del Reich sull'avanzare della campagna di Russia. Ferito alla testa a Stalingrado, si salva per miracolo e diventa un eroe nazionale. In seguito lavora a stretto contatto con Himmler per riorganizzare i campi di concentramento, e viene spedito a cercare in Ungheria manodopera per le industrie belliche. A Berlino si dedica alla scherma e al nuoto; assiste ai concerti diretti da Karajan e Furtwängler; ha una sterile storia sentimentale con una donna. Dopo un tentativo di fuga in Pomerania, ritorna nella capitale e vive il crepuscolo del nazismo. Un affresco epico e tragico, che fa rivivere la tragedia della seconda guerra mondiale dal punto di vista ripugnante dei carnefici.

“Che rabbia!”

di Mireille D’Allancè

Edizioni Babalibri

Roberto è un bambino come tanti. Ha passato una bruttissima giornata e quando torna a casa, ad attenderlo per cena ci sono gli odiatissimi spinaci e un ambiente non proprio ideale. Il padre, unico genitore presente sulla scena, lo accoglie con un imperativo (“Levati quelle scarpacce!”) che tiene conto più del pavimento di casa che dello stato d’animo del figlio. Roberto, sollecitato dal padre a starsene in camera sua, sente una «Cosa» terribile che sale, una «Cosa» che è dentro di lui ma che, grande com’è, fa male ed è quindi difficile da tenere tutta dentro un corpo ancora così piccino. Ed è così che la «Cosa» sale, sale, sale… per poi uscire dalla bocca come un urlo disperato, materializzandosi in un grande macchia rossa con le sembianze di un mostro con due occhi neri che fanno paura. In un primo momento, quando la «Cosa» terribile esce dalla sua bocca, Roberto la guarda perplesso, non sa ancora quello di cui può essere capace, ne è sopraffatto, non riesce a governarla ed è così che il mostro rosso distrugge tutto quello che trova: il comodino, la lampada, lo scaffale con i libri. Roberto riprende il controllo solo quando la «Cosa» tocca il suo baule dei giocattoli, distruggendo il suo camion preferito. È qui che riesce a vedere la rabbia in tutta la sua grandezza e distruttività, e la caccia via cercando di aggiustare tutti gli oggetti rotti, compreso il suo camion. La «Cosa» allora diventa sempre più piccola fino a entrare in una scatolina, dove Roberto la riporrà.

Leggetelo a bambini arrabbiati, anzi arrabbiatissimi, per mostrargli finalmente la vera faccia di quell’emozione che rende la giornata amara, il viso scuro e fa ribollire stomaco e pancino, proprio come accade a Roberto che fortunatamente però, alla fine della sua brutta giornata, ritrova il buon umore e si concede un pezzo di torta con il papà, che forse era solo un po’ distratto.

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Edizione digitale

Autore:afm

Pubblicato il: 03 Marzo 2017

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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