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PAVIA

La storia di 15 aziende che hanno costruito la loro avventura su questo prezioso cereale

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«Il riso è un cibo bellissimo. E’ bello quando cresce, file precise di gambi verde brillante che si stagliano verso il sole estivo; è bello quando viene raccolto, covoni dorati in autunno, impilati in risaie simili a patchwork; è bello quando, trebbiato, si riversa nei silos come un mare di piccole perle; è bello quando è cucinato da una mano esperta, bianco splendente e dolcemente fragrante». Comincia con queste parole dello scrittore giapponese Shizuo Tsuji il libro “Le famiglie del RISO”, edito da Media iN, che sara? in vendita nei prossimi giorni nelle migliori librerie e online su www.net-book.it (al prezzo promozionale di 30 euro, spese di spedizione incluse). Scritto da Giuseppe Pozzi, direttore de «Il Risicoltore», racconta le storie di 15 famiglie che sul riso hanno costruito, del tutto o in parte, il loro successo: i giovani eredi dell'Azienda Battioli di San Pietro Mosezzo che vogliono puntare sul riso macrobiotico; i fratelli Bertone di Terruggia, che continuano l'esperienza di papà Carlo convinti che il buon seme dà sempre buoni frutti; Giovanni Daghetta che alla Cascina Bianca di Robbio è da anni impegnato nel baby food; le sorelle Falchi, che in Sardegna perpetuano il sogno dei loro antenati coltivando Venere ed Ermes; la famiglia Gagliardini che e? alla guida della Sipcam, da settant'anni in campo contro i nemici delle coltivazioni; la romana Cristina Brizzolari che, invogliata dal suocero Luigi Guidobono Cavalchini, a Casalbeltrame coltiva «Riso Buono»; i fratelli Lugano che a Tortona sviluppano nuove varietà in un'ottica green; Elisa e Federica Murtas che alla Almo di Mortara studiano le varieta? piu? adatte per ogni genere di piatto; la famiglia Perciaccante che fa nascere il riso - e che riso - anche nella Piana di Sibari, in Calabria; i fratelli Gianangelo e Giorgio Ravaro di Granozzo con Monticello che con i loro essiccatoi e silos da mezzo secolo aiutano i risicoltori; i Roncaia di Castel d'Ario che con la Riso3erre corrono come il loro concittadino Nuvolari e da artigiani si sono trasformati in industriali; i Roncarolo della Tenuta Giara di Collobiano, dove abita la cultura delle sementi; Piero Rondolino che col suo «Acquerello» è ormai assurto a emblema del riso di qualità; il paladino Pietro Schiavi che, da solo, lavora il riso come cent'anni fa nella campagna mantovana; e i fratelli Tomasoni che in Baraggia coltivano e lavorano il riso ai piedi del Monte Rosa.

«Questo libro è il “loro” - termina l'introduzione - Non solo perché ne racconta le storie di successo, ma perché descrive il legame, quasi una simbiosi, tra uomini e riso, che è parte essenziale della vita e della storia di quei territori».

Per informazioni contattare il Tel. 039.99891 e chiedere dell’ufficio marketing.

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Autore:afm

Pubblicato il: 27 Gennaio 2017

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