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Intolleranze alimentari: il test é utile Serve per individuare i cibi che il nostro organismo si rifiuta di accettare. E non si tratta di allergia

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E’ giusto indicare come «intolleranza alimentare» l’infiammazione da cibo? In realtà sì. Tuttavia soprattutto negli ultimi anni della definizione «Intolleranza alimentare» si è abusato in ogni modo; la si è utilizzata in modo improprio e questo fa sì che venga vissuta da molti come una possibile carenza di scientificità. Eppure, fenomeni di infiammazione da cibo non dipendenti dalle immunoglobuiline, e quindi di intolleranza alimentare, esistono e sono importanti per la salvaguardia della salute dell’organismo.

Esistono oggi test che consentono di valutare i livelli di infiammazione e di guidare con efficacia il suo controllo, di pari passo con il recupero della tolleranza alimentare.

Quale il test più semplice che ognuno può attuare già in proprio? Si chiama dieta di evitamento, è diretta e pratica. Attraverso di essa il quale il paziente è invitato a non consumare gli alimenti sospettati di provocare l'intolleranza. Si tratta senza dubbio del primo metodo per verificare quali componenti potrebbero creare disturbo.

Esistono però anche test più immediati, che danno un elenco esatto di tutti gli alimenti che possono provocare spiacevoli Reazioni al nostro corpo.

Chi dovrebbe sottoporsi a esso?

Tutti coloro che soffrono di uno o più dei seguenti sintomi:

• Sintomi generali: stanchezza, ritenzione idrica, borse oculari, sonnolenza postprandiale, alitosi, aumento della sudorazione;

• Sistema nervoso: cefalea, ansia, depressione, irritabilità, scarsa memoria, difficoltà di concentrazione, vertigini;

Apparato respiratorio: difficoltà di respirazione, asma, tosse, rinite allergica, sinusite;

• Apparato cardiocircolatorio: alterazioni della pressione arteriosa, palpitazioni, extrasistoli;

• Apparato gastro-enterico: gonfiore, senso di nausea, dolori e crampi addominali, disturbi dell’alvo (diarrea, stitichezza), aerofagia;

• Apparato urogenitale: cistiti, infiammazioni urogenitali, sindrome premestruale;

• Apparato muscolo-scheletrico: crampi, tremori muscolari, debolezza muscolare, dolori articolari, infiammazioni muscolo-tendinee;

• Epidermide: prurito locale e generalizzato, acne, eczema, dermatiti.

Una volta individuati gli alimenti ai quali si è intolleranti sarà sufficienti rimuoverli dalla dieta, in accordo con il medico curante, per eliminare ogni problema.

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Autore:afm

Pubblicato il: 09 Giugno 2017

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