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PAVIA

Il testo integrale della lettera di dimissioni

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Gentile Sindaco, Gentile Presidente del Collegio Sindacale

Mi dimetto dagli incarichi di Presidente e membro del CdA di ASM dalle ore 18 di oggi venerdì 7 luglio 2017. La ringrazio per l’opportunità che mi ha concesso di presiedere ASM. Con l’approvazione del bilancio e dell’aggiornamento della relazione previsionale e con alcuni ulteriori atti – tra cui l’approvazione del bando per la selezione del direttore generale – si è sicuramente concluso un ciclo importante di ASM.

In questi due anni si è dispiegato un forte sforzo – la comunità pavese giudicherà se e quanto efficace – di moralizzazione interna di ASM, di difesa dalle ingerenze di partito, di riconversione ambientale, di risanamento industriale. Io credo sia stato un “caso di successo” di cui la città – e la sua giunta e maggioranza di governo – dovrebbero essere orgogliosi.

Abbiamo avviato – ben prima dell’esplosione degli scandali – una operazione di pulizia che ha portato alla denuncia e alla cessazione degli sprechi clientelari legati a sponsorizzazioni, donazioni o pubblicità, all’identificazione di un diffuso sistema di non contrattualizzazione o irregolare contrattualizzazione – che mi portò già nel maggio 2015 a sospendere i pagamenti delle attività di raccolta di vetro, carta e plastica finché non vennero indette regolari gare (che fruttarono importanti economie ad ASM) -, alla revisione del sistema organizzativo e alla rotazione di alcuni importanti incarichi (in primis gli acquisti).

Ho avuto poi l’onore di raccogliere personalmente da diversi dipendenti (soprattutto donne) tutte le informazioni che ci hanno consentito di smascherare e denunciare il sistema del malaffare che albergava in ASM Pavia e ASM Lavori, agendo immediatamente con la risoluzione dei rapporti o il licenziamento immediato di direttori generali, amministrativi, responsabili commerciali, prima ancora dell’avvio di qualsiasi indagine giudiziaria e senza aspettare le sentenze. L’estensione di quel sistema non può essere ridotta al solo Antoniazzi e chiama in causa – al di là delle responsabilità penali o civili – anche l’operato di quanti nominavano e governavano, e di quanti dentro e fuori dall’azienda e dal Comune dovevano controllare e certificare. Che a nessuno fossero raccontate pratiche molto sospette, conosciute per singole parti da molte persone, protratte per almeno 5 anni, dovrebbe essere un serio motivo di riflessione sulla crisi di fiducia.

Per questo sforzo di regolarizzazione e moralizzazione ho cercato – talora anche con polemiche e riserve da parte degli altri consiglieri e di parte della maggioranza che mi aveva nominato – di coinvolgere in primo luogo il personale di ASM, in molti casi del tutto estraneo al sistema del malaffare e talora marginalizzato da quel sistema. Non ho mai accarezzato (e peraltro sarebbe stato impossibile) l’idea di rimuovere in maniera indiscriminata quadri e dirigenti apparentemente “non allineati”. La mia idea è sempre stata quella originariamente data dal Sindaco: far tornare ASM ad essere una società dei cittadini pavesi e non di questa o quella parte politica che di volta in volta governa. Non credo si debba chiedere appartenenza e fedeltà, ma merito e lealtà.

Queste vicende non hanno ritardato di un giorno la riconversione della gestione dei rifiuti, avvenuta in soli quattro mesi, raddoppiando la percentuale di rifiuti riciclati, conseguendo un risparmio di oltre il 4% della tariffa dei rifiuti e creando circa 30 nuovi posto di lavoro. Ed è stata una conversione partecipata: abbiamo fatto venti incontri, durati dalle 2 alle 4 ore, incontrando poco meno di seimila persone con cui abbiamo discusso, informato e anche litigato.

Ai tanti che chiacchierano di economia verde e circolare (e poi pensano che gli inceneritori siano un segno di modernità), vorrei ricordare che lo sforzo da noi fatto ha prodotto un risultato non facile e non ovvio: riuscire contemporaneamente a migliorare le prestazioni ambientali, creare posti di lavoro e ridurre (molto) i costi per tutti. E’ stata una bella impresa industriale e di servizi e rivendicarla non sarebbe fare un favore a Duccio Bianchi o al Sindaco De Paoli.

E infine fatemi anche dire la cosa più importante: abbiamo dimostrato che si può fare efficienza anche in una municipalizzata. Avrei immaginato più interesse al nostro bilancio e anche qualche apprezzamento in più. Senza accantonamenti e partite straordinarie abbiamo un utile di 2,8 milioni (l’8% del fatturato) e non lo abbiamo fatto solo perché non rubiamo (erano 400.000 euro annui i furti) o perché abbiamo aumentato le tariffe. E possiamo rivendicare di aver avuto l’ebitda più alto in assoluto degli ultimi 10 anni e più alto soprattutto in relazione a un fatturato che viene eroso dai minori servizi affidati.

Una pessima gestione manageriale? Se contasse il merito non direi. Saremo stati anche privi di qualsiasi cultura manageriale, ma abbiamo realizzato nel periodo peggiore di ASM il miglior risultato economico di ASM. Che poi qualcuno pensi che una provenienza ambientalista sia idonea solo al progetto tecnico o all’educazione… ormai me ne sono fatto una ragione. E qualche merito sarà pure del personale di ASM, no?

Abbiamo tenuto corretti e frequenti rapporti sindacali e siamo riusciti a salvare e reimpiegare tutto il personale di ASM Lavori, anche grazie al contributo del liquidatore, Prof. Rigano. Anche questo, forse, non proprio un risultato banale.

Ma dopo una fase un po’ straordinaria e di “commissariamento” è comprensibile che la politica pavese voglia riprendere il controllo di ASM. Il fatto che all’indomani dell’approvazione di questo bilancio un consigliere mi abbia chiesto di rinunciare a tutte le deleghe e diventare un “presidente di rappresentanza” credo non sia stata solo una iniziativa individuale. Spero che in tutto ciò non abbia ruolo o lo abbia del tutto marginale la mia netta opposizione (tanto più convinta dopo le critiche Anac alla vicenda, pur molto diversa, di LGH) a qualsiasi forma di partnership societaria senza gara ad evidenza pubblica nella scelta del socio o la mia contrarietà allo spreco di risorse per parcheggi sotterranei a favore invece di parcheggi di approdo che consentano di liberare il centro di Pavia dalle auto.

Forse conta il fatto che non sempre (anzi quasi mai) ho deciso “condividendo” con i partiti, soprattutto quando condividere voleva dire rimandare, non decidere, scegliere una soluzione innocua e inutile. Non ho fatto riunioni di partito (ma ho chiesto al sindaco e agli assessori competenti, come vuole la legge) per proporre all’Ing. Anselmetti, cacciato in passato da ASM, di ritornare come direttore generale. Così come ho difeso l’operato e la probità dell’ing. Vacchelli e di Campari – che per un po’ ha rinunciato al suo amato Ced – senza chiedermi quale fosse la loro appartenenza.

La mia fase è finita e con soddisfazione. E’ finita anche, molto semplicemente, perché non è sostenibile l’impegno e il livello di responsabilità che, anche per il brutto passato, ASM richiede a fronte di una remunerazione quasi simbolica. Diverso, certo, sarebbe stato il ragionamento con un consiglio di amministrazione più solidale e remunerato con criterio.

Pertanto da lunedì assumerò un nuovo incarico con i consorzi per il recupero dei materiali e altri incarichi di ricerca, nessuno dei quali in potenziale conflitto anche solo di opportunità con ASM.

Per questo caro Sindaco voglio ringraziare Lei e gli assessori con cui ho fattivamente e lealmente collaborato (in primis Ruffinazzi, Gualandi e Lazzari, temo vittima di certi uomini di ASM). Voglio anche dirle che ha ben rappresentato la domanda di un politico “gentile” e fuori dalle appartenenze “tribali”. Voglio anche ringraziare i sindaci – uomini e donne - dei comuni soci con cui ho avuto il piacere di collaborare, lavorando anche per rafforzare il ruolo dentro ASM.

07/07/2017

Duccio Bianchi

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Autore:ces

Pubblicato il: 14 Luglio 2017

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