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PAVIA

Il risotto «made in Italy» é salvo! La precedente normativa é del 1958. Coldiretti: «La diversificazione di denominazione giova a produttori e consumatori»

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«La riforma del mercato interno del riso rappresenta un passo avanti importante che aggiorna finalmente una normativa che risale al 1958 con la salvaguardia e la valorizzazione delle varietà da risotto italiane». E’ quanto afferma Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia, in riferimento all’approvazione in prima lettura dal Consiglio dei Ministri del decreto legislativo recante disposizioni concernenti il mercato interno del riso, in attuazione della delega prevista dal Collegato agricoltura.

«In un mercato che sta assistendo ad un crollo dei prezzi sotto i costi di produzione su varietà per il consumo interno come Arborio e Carnaroli per effetto degli squilibri di mercato legati all'importazioni a dazio zero, la possibilità di poter avere una diversificazione di denominazione - sottolinea il presidente di Coldiretti Pavia - va da un lato a vantaggio del produttore e dall’altro del consumatore, che avrà la possibilità di scegliere il riso che più gradisce con una giusta remunerazione agli agricoltori italiani».

L’Italia – continua la Coldiretti - è il primo produttore europeo di riso su un territorio di 237mila ettari coltivato da 4263 aziende, per una produzione di 1,58 miliardi di chili, con un ruolo ambientale insostituibile e opportunità occupazionali, ma la situazione sta precipitando e a rischio c’è il lavoro di oltre diecimila famiglie tra dipendenti e imprenditori impegnati nell’intera filiera. E un ruolo importantissimo è quello di Pavia, prima provincia risicola d’Europa con quasi 85mila ettari coltivati a risaia e 1500 aziende risicole. La produzione nazionale - sostiene la Coldiretti - sarebbe più che sufficiente per coprire i consumi interni ma si preferisce speculare sulle importazioni low cost ad alto rischio che affossano le quotazioni del Made in Italy perché è possibile spacciare il riso straniero per italiano a causa della mancanza di un adeguato sistema di etichettatura.

Secondo la consultazione on line promossa dal Ministero delle Politiche Agricole, ben l’81,5% degli italiani vuole conoscere in etichetta l’origine del riso che acquista ed occorre quindi accelerare la procedura avviata con la formale notifica del decreto dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per il riso.

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Autore:afm

Pubblicato il: 23 Giugno 2017

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