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PAVIA

È il regno dei delinquenti: adesso l’allea di viale Matteotti fa paura ai pavesi Niutta: «C’era una volta l’Allea, ora un girone infernale» Spaccio di droga, aggressioni a operatori ecologici e ragazze indifese sul viale che si trova a due passi dal centro storico. Abbiamo sentito esponenti della società civile e delle minoranze a Palazzo Mezzabarba per tentare di capire come risolvere il problema

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Quello che sta succedendo in questi giorni nell’allea di Viale Matteotti ha procurato allarme ma in realtà è ciò che normalmente si poteva constatare ormai da anni in modo continuo. Ne parliamo con il Direttore Generale della RSA Pertusati, avvocato Maurizio Niutta, che per ragioni di lavoro ha osservato questa situazione e più volte è anche pubblicamente intervenuto su di esso già prima che si verificassero episodi eclatanti.

Cosa sta succedendo sull’allea di Viale Matteotti?

«Sta accadendo ciò che si ripete in modo eguale in tante altre parti del nostro Paese. Semplicemente abbiamo perso il controllo di porzioni importanti del territorio perché nel corso degli anni troppi non hanno reagito nel modo dovuto e con gli strumenti che l’Ordinamento italiano mette a disposizione. L’allea di viale Matteotti è il paradigma di un Paese che pur non riuscendo a far rispettare minime regole di convivenza civile vuole fingere di essere in grado di includere e di integrare i disperati protagonisti dei flussi migratori mondiali. Quando si spera unicamente nell’intervento delle Forze dell’Ordine ci si è già messi nell’ottica di ringraziare nel momento in cui non accade il peggio. Lo stesso dicasi quando riusciamo in modo fortuito a fare lo slalom tra i cocci di vetro, quando ci diciamo che chi sputa in modo ostentato per terra al nostro passaggio tutto sommato non ce l’ha con noi, o infine quando in mezzo ad ubriachi e a cafoni siamo riusciti a non essere insultati o inseguiti o violentati».

Come è stato possibile arrivare a questo punto?

«Non è fortuito che la situazione sia degenerata. E’ l’esito di un dibattito in questi anni incentratosi sull’esigenza di aprire tavoli di confronto, di offrire la massima disponibilità a chi non sapeva cosa farsene, di criticare chi aveva semplicemente il coraggio di rilevare ciò che effettivamente stava succedendo. I finti buonisti hanno sempre ingenerato il sospetto che chi dicesse la verità avesse secondi fini e che la generosità istituzionale (pagata dai contribuenti) avrebbe invece dato meravigliosi e progressivi risultati. Che sono poi quelli di oggi».

Come sta reagendo il Governo?

«Nel peggiore dei modi. Cioè con interventi assolutamente inutili.

E’ stata approvata di recente una normativa che permette ai Sindaci di vietare di tutto e di più e di dare una sorta di divieto di soggiorno ai più indisciplinati. Possiamo ben capire come siano state certamente più efficaci le grida manzoniane di un tempo rispetto ai provvedimenti attuali che prevedono per i più riottosi la semplice sanzione pecuniaria.

Cioè altri costi a carico dei Comuni senza alcun risultato a meno che non si ritenga che ci possa essere un vantaggio nel pignorare le bottiglie vuote che si ritrovano nei bivacchi. Abbiamo già il caso Torino dove se le Forze dell’Ordine cercano di fare applicare un divieto del Sindaco le stesse Autorità comunali che hanno assunto il provvedimento prendono, per lo spavento, le distanze anche da sé stesse. D’altra parte, con il cosiddetto DASPO si sposta il problema, in ipotesi, da Pavia a Voghera, da Voghera a Vigevano, da Vigevano a Pavia. Una sorta di gioco che più che dell’oca si potrebbe definire “se io do un cafone a te, tu dai un avvinazzato a me”».

E allora quale soluzione?

«Dopo anni di accettazione supina, di indolenza e di ignavia, dovremmo chiedere con forza l’attuazione di ciò che già le leggi dello Stato prevedono. La disciplina delle espulsioni nell’ordinamento italiano è ben regolata a seconda delle diverse situazioni. Abbiamo l’espulsione cosiddetta amministrativa che può essere disposta anche dal Prefetto, vi è poi quella a titolo di misura di sicurezza disposta nei casi previsti dal Giudice e quella sempre disposta dal Giudice a titolo di sanzione sostitutiva della pena.

Non è difficile bisogna solo voler dare attuazione a queste disposizioni. L’alternativa è spostare il problema, ad esempio a Pavia, dalla stazione ferroviaria agli spazi antistanti Viale Cesare Battisti, dall’allea di Viale Matteotti alla prossima fermata. Naturalmente i provvedimenti di espulsione possono riguardare solo coloro i quali non siano cittadini italiani e su questo credo sia importante fare presto prima che con qualche disposizione di un Governo ampiamente delegittimato ci ritroviamo ad essere tutti cittadini e noi quelli di serie B».

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Autore:afm

Pubblicato il: 14 Luglio 2017

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