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PAVIA

Il Ponte della Becca sta cadendo a pezzi ma i soldi per ricostruirlo non arrivano

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Più che il Ponte della Becca è il... ponte dei sospiri. Il motivo? Non certo perché il ponte sulla strada provinciale Broni-Pavia, che collega l’Oltrepò al resto della provincia e quindi a Milano, abbia valore artistico, piuttosto perché i soldi necessari per l’auspicata ricostruzione almeno nel prossimo futuro non arriveranno.

E allora giù sospiri: quelli sommessi dei politici che promettono e non mantengono, quelli ben più concreti dei residenti sul territorio che con il ponte hanno a che fare tutti i giorni.

Struttura risalente al 1914, sono anni che se ne invoca la ricostruzione, tanto che a marzo scorso si è svolta una marcia di protesta e per «fare pressione» è nato anche un comitato di cittadini. Le precarie condizioni di salute della struttura vietano (o vieterebbero) ai mezzi pesanti di transitarvi sopra onde prevenire gravi disgrazie, mentre ogni giorno su di esso si portano a termine interventi di manutenzione straordinaria indispensabili per assicurarne l’operatività. In trent’anni sono stati spesi ben 25 milioni per tenerlo in piedi, forse un po’ troppi.

Il costo della ricostruzione? Circa 800mila euro per il progetto (già stanziati dalla Regione) e circa 70 milioni per la riedificazione (che invece mancano e dovrebbero arrivare da Roma): «La Lega su proposta del Governo, dopo aver presentato 400 emendamenti alla Legge di Stabilità, aveva segnalato i 30 prioritari - ha spiegato il senatore pavese Gianmarco Centinaio della Lega Nord - Tra questi c’era l’emendamento 95.25 a firma del sottoscritto e della senatrice Silvana Comaroli destinato a stanziare 70 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ponte sul Po in sostituzione di quello esistente. Ebbene, per il quarto anno consecutivo il sottoscritto ha presentato l’emendamento e per il quarto anno il Pd l’ha bocciato nonostante lo stanziamento di 800mila euro di Regione Lombardia per il progetto definitivo. La speranza è che in aula si possa rivedere questo voto ma, alla luce dei fatti, sono molto pessimista».

Così, salvo colpi di scena dell’ultima ora, il ponte resterà fatiscente ancora a lungo e i sospiri di chi è costretto a passarci sopra ogni giorno continueranno chissà per quanto. Sospiri di rassegnazione, senza dubbio, che però, quando tocca di dover attraversare la fatiscente struttura, finiscono sempre con il malcelare anche un po’ di giustificato timore.

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Autore:afm

Pubblicato il: 01 Dicembre 2017

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