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PAVIA

Il «Caso Pertusati» adesso è chiuso Maggi per il PD, La Nave per FI, Faldini per il Gruppo Autonomo hanno difeso l’ente e chi lo amministra

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Si è avuto il confronto in Commissione Servizi Sociali tra i consiglieri comunali, l’assessore, i congiunti e il direttore generale dell’ASP il quale tra l’altro si era dichiarato sin da subito disponibile.

La Presidente, Dr.ssa Madama, che ha condotto una seduta quanto mai partecipata , ha dato la parola ai consiglieri che all’unanimità hanno espresso parole di grande apprezzamento per la gestione dell’Asp e nello specifico della RSA Pertusati.

Maggi per il PD, La Nave per FI, Faldini per il Gruppo Autonomo, si sono trovati accomunati nella difesa dell’ente e di chi lo amministra. E questo deve aver spiazzato chi tra altri consiglieri non facenti parte della Commissione, aveva previsto una scena diversa e continuerà, probabilmente, ad avere obiettivi diversi che non sono certo quelli della difesa degli anziani. La parola poi è passata al direttore generale che ha fornito una serie di elementi sia per quanto concerne il tipo di servizio che la natura giuridica dell’Azienda. Questo poiché, a parere dell’avvocato Maurizio Niutta, nei giorni precedenti qualcuno prendendo lucciole per lanterne, era arrivato ad annunciare il suo doveroso interessamento come consigliere comunale poiché il Pertusati sarebbe stato partecipato dal Comune di Pavia e non come in effetti è, un Ente dotato di completa autonomia giuridico, gestionale, amministrativa ed economica.

Ancora l’avvocato Niutta ha ricordato di come gli standard gestionali non siano forniti nel minimo ma come rendicontato nel 2016, a fronte di 901 minuti obbligatori (e sui quali viene calcolato il contributo regionale) al Pertusati si sono erogati ben 1173 minuti. Con riferimento poi ad eventuali disservizi, che possono capitare in una comunità di 600 ospiti anche con sensibilità ed esigenze diverse, vi è da sempre l’impegno ad affrontarli e porre rimedio in tempi certi. E a questo proposito ha confermato la propria disponibilità che non è recente ma risale alla sua assunzione di servizio presso una struttura che fa del confronto e del contatto con le persone un momento centrale.

Su una questione però è stato molto chiaro, cioè allorquando rivolgendosi a tutti, ivi comprendendo i giornalisti, ha chiesto di registrare una dichiarazione: «Dire che si usa acqua fredda per l’igiene quotidiana effettuata spesso gettando l’acqua con un catino è un’infamità che provoca indignazione e che fa capire il tentativo in atto di offendere e screditare una struttura e chi opera all’interno. E questo è grave, soprattutto con riguardo ad operatori impegnati in un lavoro così gravoso e delicato svolto con professionalità e dedizione».

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Autore:afm

Pubblicato il: 27 Ottobre 2017

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