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Ciocca: «I Centesimi di euro ci costano il triplo di quanto valgono»

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«Lo Stato Italiano e quindi i suoi contribuenti, spendono 30 milioni di euro all’anno per produrre monete che ne valgono un terzo e che per giunta nessuno utilizza».

E’ questa la denuncia uscita dai banchi della Lega Nord con un’interrogazione che l’Europarlamentare Angelo Ciocca ha rivolto alla Commissione Europea.

«Dal 2002 ad oggi - dichiara Ciocca - la circolazione di monete da uno e due centesimi è raddoppiata; secondo una ricerca della Commissione, produrre una moneta da un centesimo ne costa in media 2,5 e produrne una da due centesimi ne costa 5, cioè il 150 per cento in più, una vera e propria follia».

«Il motivo di questa produzione continua - spiega il deputato - è che le monetine di piccolo taglio, una volta distribuite come resto sugli acquisti, non ritornano più in circolazione; le stesse non sono accettate da distributori automatici, caselli autostradali e parcometri».

«Pensate - continua - a quanti prodotti oggi vengono venduti a 0,99 centesimi: quanti centesimi di resto rimangono nelle casse dei supermercati? Monete di valore irrisorio per i cittadini, possono portare ingenti profitti alle grandi multinazionali che puntano sulla quantità delle vendite».

«A distanza di 15 anni dall’introduzione dell’euro – conclude Ciocca, ci piacerebbe sapere quali azioni abbia intrapreso la Commissione Europea per porre fine a questa assurdità che già si era impegnata a risolvere ormai nel 2013».

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Autore:afm

Pubblicato il: 24 Febbraio 2017

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