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PAVIA

Calano le slot, ma la ludopatia aumenta Disincentivare l’installazione delle macchinette mangiasoldi non servirebbe. Bisogna cambiare approccio?

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Sarà effettivamente utile, nella lotta contro il gioco d’azzardo, l’allontanamento dal territorio delle slot machines disincentivandone, per esempio, l’attivazione nei bar (come fatto, tra l’altro, anche a Pavia per iniziativa dell’amministrazione comunale, ndr)? Per l’associazione dei gestori Astro la risposta è totalmente negativa.

«Migliaia di slot sono state espulse dal territorio lombardo, centinaia di bar hanno cessato di ospitarle, e diverse decine di sale dedicate hanno cessato completamente l’attività», ma «la spesa di gioco in Lombardia è sempre cresciuta e il numero dei malati di G.A.P. aumenta a un ritmo incalzante», scrivono in un comunicato. Secondo i gestori «nel 2016 sono stati censiti dai centri sanitari della Regione 2.734 malati di Gioco d’Azzardo patologico (GAP), a fronte di 2.177 del 2015 e di 1.564 del 2013». Quindi, nei primi due anni dall’entrata in vigore della legge regionale, «i malati aumentano di 613 unità (+39,2%), mentre il terzo anno (nel 2016), ovvero quello in cui si abbinano alle restrizioni le espulsioni di oltre 6.500 apparecchi, l’aumento di malati – su base annuale – sfiora le 600 unità, toccando quota 2.734 (+557). In pratica nell’anno in cui si realizza il maggior calo del numero di apparecchi leciti, l’aumento di malati di G.A.P. – su base annua – raddoppia (dal trend di + 613 in 2 anni, si arriva a + 557 in soli 12 mesi)». «Una legge che riesce a “performare” l’aumento della spesa locale di gioco, il raddoppio dei malati di G.A.P. (in ogni singola provincia), nonostante l’abbassamento del numero di apparecchi e di punti commerciali ospitanti apparecchi da gioco, va cambiata. Se neppure la diminuzione dell’offerta riesce nell’intento di limitare il consumo, significa che è giunto il momento di cambiare approccio». Alla luce di tutto questo Astro propone l’adozione di strumenti «impositivi, che introducono regole “responsabilizzanti” a chi vende il prodotto sensibile e impongono investimenti per ottemperare ai nuovi doveri».

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Autore:afm

Pubblicato il: 04 Agosto 2017

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