(IN) Netweek

MILANO

Vaccinazioni, serve una buona informazione «Abbassare la guardia potrebbe comportare un prezzo salato in termini di vite umane. Fondamentali i pediatri»

Share

In Italia ci si vaccina sempre meno: secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, le coperture vaccinali per malattie come poliomielite, tetano, difterite ed epatite B oggi sono al di sotto del 95% (la soglia di sicurezza) e la copertura scende sotto la soglia dell’86% per morbillo, parotite e rosolia. Questi dati dipendono anche dalle nuove teorie sugli effetti collaterali dei vaccini. Un dibattito tornato di grande attualità per i recenti casi di meningite, che hanno provocato una corsa alla vaccinazione.

Proprio su questi temi Regione Lombardia è intervenuta con “Vaccini. Informarsi bene non fa male”, la campagna di informazione e sensibilizzazione avviata a metà dicembre scorso, anche attraverso il portale “Wikivaccini.com”. E per stare al passo coi tempi è stata realizzata anche una app “Wikivaccini”. Per far fronte, poi, ai casi di meningite, tutte le Asst hanno messo a disposizione un numero di telefono per accedere alle vaccinazioni contro il Meningococco con la formula del copagamento.

«Purtroppo veniamo da anni in cui non si è fatta alcuna campagna pro-vaccini e ciò ha portato alla ribalta di quelle teorie che vedono i vaccini come pericolosi - ci spiega Fabio Rolfi, presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, a cui abbiamo posto alcune domande - Confido che un’azione proattiva, proprio come sta facendo la Regione, possa riportare più serenità e contribuire ad adeguate coperture vaccinali».

Quali iniziative adottare per spingere le famiglie a vaccinare i bambini?

«Anzitutto è necessaria la buona informazione, di qualità e supportata dalle evidenze scientifiche. Questo perché quella cattiva corre veloce sulla rete, spesso in maniera incontrollabile. La Regione, e in questo senso l’assessore al Welfare Giulio Gallera sta facendo un ottimo lavoro, ha il dovere di combattere le notizie false riguardanti gli effetti negativi dei vaccini. Un buon esempio è quello del nuovo portale regionale “Wikivaccini”, che si pone proprio questo fine. Bisogna sfatare leggende metropolitane sull’autismo indotto dalle vaccinazioni e altre sciocchezze prive di fondamento. Abbiamo il dovere di ricordare in continuazione a tutti che se certe malattie sono state sconfitte è solo grazie a questa fondamentale invenzione: abbassare la guardia, dando credito a teorie bizzarre quanto pericolose, potrebbe comportare un prezzo salato in termini di vite umane. La corsa al vaccino per la meningite va comunque interpretata come un segnale positivo perché dimostra che la gente crede ancora nelle vaccinazioni, sebbene, fortunatamente, non ci sia alcuna emergenza in corso».

Ma sul piano strettamente operativo quali sono le proposte su cui state ragionando?

«Credo sia necessario rendere le modalità di vaccinazione il più semplici e immediate possibili. E su questo ambito un ruolo fondamentale è quello giocato dai pediatri. La relazione genitori - pediatra è molto stretta. Lo studio del pediatra di famiglia rappresenta l’ambiente ideale dove somministrare le vaccinazioni. Il clima di fiducia che si instaura lo rende l’ambito perfetto di azione, anche dal punto di vista della corretta comunicazione e della sensibilizzazione, mai come oggi necessaria a mantenere i livelli di vaccinazione alti».

Per attuare ciò cosa bisognerebbe fare?

«Sicuramente va potenziata e migliorata ulteriormente la rete dei pediatri di famiglia per poter sperimentare in maniera adeguata la somministrazione delle vaccinazioni. Un maggiore controllo di queste figure è comunque necessario, in particolare per fare in modo che questi medici abbiano un numero congruo di bambini da seguire, eliminando alcuni squilibri attualmente esistenti».

Cosa ne pensa della proposta avanzata in consiglio comunale a Milano sull’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’accesso ai nidi e alle scuole materne?

«Si tratta di un’iniziativa sulla falsariga di quanto deciso dal Consiglio regionale dell’Emilia Romagna; personalmente sono contrario all’obbligatorietà per l’accesso al nido. Ritengo si tratti di una politica sbagliata e con poche prospettive, che anziché avvicinare le famiglie le allontana. Vietare l’accesso al nido per scelte dei genitori ha come unico effetto quello di allontanare i bambini dai servizi educativi. Bisogna sensibilizzare e per fare ciò è necessario includere, non escludere».

Bocciata senza appello quindi la proposta di Palazzo Marino?

«È una misura forte, da non escludere a priori se la situazione dovesse peggiorare drasticamente, cosa che non credo, ma che comunque penso vada utilizzata soltanto come ultima carta».

Leggi tutte le notizie su "Pavia 7"
Edizione digitale

Autore:afm

Pubblicato il: 27 Gennaio 2017

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Si parla di:



Commenti

Hai a disposizione 2500 caratteri

Ne stai uililizzando 20

Per commentare devi essere loggato.