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«Zanda» nella storia, vince l’anello WNBA La cestista di Broni è la seconda italiana a riuscirci dopo Catarina Polloni nel 1997 con le Houston Comets

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Se è un sogno non svegliatela. Cecilia Zandalasini ha riscritto la storia del basket femminile: a soli 21 anni la cestista originaria di Broni e ora in forza alle Minnesota Lynx ha conquistato il suo primo titolo WNBA, l’equivalente femminile della NBA, la lega professionistica statunitense. L’Olimpo del basket, per tutti i generi.

Nella notte a stelle e strisce fra mercoledì e giovedì in molti saranno stati svegli nel pavese: alla Williams Arena di Minneapolis ci si giocava l’anello, in campo le atlete bianco-argento contro le Los Angeles Sparks. Gara 5 ha dato il suo verdetto: 85-76 il finale, con le Lynx che si aggiudicano la serie 3-2 e possono impazzire di gioia. Si tratta del quarto Anello conquistato negli ultimi sei anni (2011, 2013, 2015 e 2017), ma sopratutto stiamo parlando del secondo successo di un’italiana oltreoceano.

Prima della «Zanda» a riuscirsi era stata soltanto Catarina Polloni, nel 1997 con le Houston Comets.

Festeggiamenti sobri sui social per l’atleta nostrana, con i primi post apparsi nella mattinata italiana di giovedì: la Zandalasini su Facebook si lascia andare semplicemente con un «Real life WNBA Champions», postando la foto di gruppo che si trova in questa pagina. Su Twitter arriva invece un «Ok. Lo dico. Pronti? WNBA Champions».

Un sogno realizzato dunque per l’ala azzurra, la settima italiana a vestire la casacca di una franchigia statunitense: per la Zandalasini sono stati otto i secondi giocati nella finalissima che ha consegnato il titolo alle Lynx. Una passerella che a 21 anni significa parecchio: lei c’era e come insegna la storia non è cosa per molte. Anzi.

Nel giro di poco più di un mese la vita della «Zanda» è stata stravolta, dopo un Europeo disputato da protagonista con la maglia della Nazionale italiana: prima la chiamata in WNBA, ufficializzata dall’account Twitter dalla FIP nell’ultima settimana di agosto, quindi l’esordio contro le Indiana Fever nella notte fra il 30 e il 31 agosto. Il 2 settembre contro Chicago arrivano i primi due punti per lei con il suo marchio di fabbrica, ossia «arresto, tiro e solo retina».

Fino alle Finals appena concluse: la prima visita allo Staples Center, il «palazzetto» dello sport di Los Angeles e tempio mondiale del basket (dove giocano i Lakers per intenderci), si guadagna addirittura uno scatto postato su Facebook. Dai campetti di Broni a qui ne è passata di acqua sotto i ponti.

E ora che cosa succederà? La stagione WNBA è andata in archivio e Cecilia tornerà in patria, vestendo nuovamente la casacca della Famila Schio disputare A1 ed Eurolega.

Ma chissà che il futuro, tutto dalla sua parte, non le riserve un’altra esperienza negli States, magari per disputare la regular season. Sembra proprio un arrivederci all’America, mai come oggi terra dietro l’angolo.

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Autore:cde

Pubblicato il: 06 Ottobre 2017

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